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Saturday, July 31, 2010 - -   
 
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SUA FIGLIA. PRIMA LA SUA BIOGRAFIA E POI L'INTERVISTA A CLAUDIA ...

SERGIO ENDRIGO CI HA LASCIATI
MERCOLEDÌ 7 SETTEMBRE 2005 ERA NATO A POLA, RIMASTO ORFANO DI PADRE A 6 ANNI, (SCULTORE E TENORE), HA TENUTO

SALDI I PRINCIPI E LA VOCAZIONE MUSICALE CHE LUI GLI AVEVA   TRASMESSO. A 10 ANNI, CANTAVA “LA DONNA È MOBILE”, NEL LOCALE SOTTO CASA, A 14 ANNI IMPARA A SUONARE LA CHITARRA. AVREBBE VOLUTO STUDIARE VIOLINO, MA NON C’ERANO SOLDI, LA SUA CITTÀ ERA STATA ASSEGNATA ALLA JUGOSLAVIA E GLI ITALIANI DOVEVANO ESPATRIARE E NON AVEVANO VITA FACILE. COSÌ IL PICCOLO SERGIO ENDRIGO FU MANDATO IN COLLEGIO A BRINDISI, GLI PIACEVA MOLTO LEGGERE, IMPARARE, CAPIRE E CREARE. TANTO CHE A 17 ANNI DECIDE DI SVOLGERE IL TEMA DI ITALIANO SU UN ARGOMENTO PERSONALE E NON SU QUELLO CHE GLI AVEVA DETTO LA PROFESSORESSA, E FU ESPULSO DAL COLLEGIO.
FECE RIENTRO A VENEZIA, SI MISE A FARE DIVERSI LAVORI PER NON PESARE SULLA MADRE E TENTÒ ANCHE DI IMBARCARSI PER IL CANADA O L’AUSTRALIA. INTANTO CANTAVA CON GLI AMICI LE CANZONI AMERICANE DELL’EPOCA, QUELLE INTERPRETATE DA BING CROSBY, FRANK SINATRA, JOHNNY MATHIS, MILLS BROTHERS, CANZONI CHE AVREBBE POI CANTATO PER SETTE ANNI NEI NIGHT-CLUB. SI ACCOMPAGNAVA CON LA CHITARRA, CON CUI INVENTAVA TUTTE LE SUE CANZONI. ANCHE SE IL SUO SOGNO ERA HOLLYWOOD, PARTECIPA AD UN CONCORSO PER
 

cantanti dilettanti cantando “September Song”, arrivando secondo. Poi inizia a suonare dal 1952 al 1958 in vari locali, balere, dancing e night-club, dal Dancing Cristallo di Mestre all’Hotel Bellevue di Cortina d’Ampezzo, dall’Embassy Night-Club di Milano (ma ricordo anche l’Astoria, il Maxim, l’Odeon, il Morocco, la Porta d’Oro…) all’ Hotel Bauer Grunwald. Nel 1959 entra a far parte del complesso di Riccardo Rauchi. Cantava e suonava il contrabbasso e con quella formazione ha inciso una mezza dozzina di dischi per l’etichetta La Voce del Padrone. Ma ad un certo punto, decide di abbandonare il lavoro di cantante di night, per tentare la carta discografica come solista. Si era molto divertito, ma non voleva trovarsi a 60 anni con il contrabbasso in mano. E così tramite Mario Minasi, che era il mio impresario di allora, firma un contratto come cantante con la Ricordi di Milano. Era il 1960. Inizia a scrivere anche le prime canzoni, Bolle Di Sapone, la prima canzone in assoluto, e subito dopo iI Tuoi Vent’Anni, La Brava Gente e Chiedi Al Tuo Cuore. Nel 1962 va alla RCA di Roma, dove ha ottenuto il suo più grande successo con Io Che Amo Solo Te (che in poche settimane ha venduto 650.000 copie), che lo fece conoscere anche all’estero, soprattutto in Brasile. Di questi anni sono alcune delle sue canzoni più felici: Aria Di Neve, Via Broletto 34, Viva Maddalena, Era D’Estate, La Rosa Bianca (da una poesia di Josè Martì).

Nel 1963, inizia a fare serate come cantante solista dal vivo, con la collaborazione del maestro Luis Enrique Bacalov e Sergio Bardotti. Nel 1965 lascia la RCA per passare alla Fonit Cetra, perché voleva cantare anche delle canzoni scelte da lui. Nel 1966 ha partecipato per la prima volta al Festival di Sanremo con Adesso Sì; nel 1967 con Dove Credi Di Andare; nel 1968 vince il primo premio con Canzone Per Te (in coppia con Roberto Carlos). In quello stesso anno partecipa al Festival Europeo Della Canzone con Marianne e a Canzonissima con Camminando E Cantando. Lontano Dagli Occhi è il brano con cui si presenta a Sanremo nel 1969 (2° classificata), mentre con L’Arca Di Noè si classifica terzo nel 1970. Gli altri successi di quel periodo furono: Teresa, Mani Bucate, Girotondo Intorno Al Mondo (da una poesia di Paul Fort), La Colomba (su una lirica di Rafael Alberti). Negli anni ’70 ha interpretato diverse canzoni per bambini scritte da e con il poeta brasiliano Vinicius De Moraes (La Casa, Il Pappagallo, La Pulce, La Papera, L’Arca,...) e ha musicato e cantato alcuni testi di Gianni Rodari (Ci Vuole Un Fiore, Napoleone, Ho Visto Un Prato, ecc...). La Casa era inserita nel Long Playing “ La Vita, Amico, È L’Arte Dell’Incontro” e questa fu un gran successo tra i bambini. Il disco L’Arca includeva anche il brano Il Pappagallo. E poi Ci Vuole Un Fiore, una canzoncina ancor oggi molto conosciuta. Al Festival di Sanremo partecipa anche nel 1971 con Una Storia; nel 1973 con Elisa Elisa, ottenendo il premio per il miglior testo e quale migliore interprete maschile; nel 1976 con Quando C’Era Il Mare e nel 1986 con Canzone Italiana. Prende parte anche alla manifestazione Un disco per l’estate, edizione 1972, con Angiolina.Nel Marzo del 1970 ha realizzato lo spettacolo L’Arca Di Noè, rappresentato al Piccolo Teatro di Milano, nel ruolo non solo di interprete, ma anche di intrattenitore del pubblico. Dal 1971 al 1993 ha inciso vari album: Nuove Canzoni D’Amore per la Fonit-Cetra; La Voce Dell’Uomo, Dieci Anni Dopo e Canzoni Venete per la Ricordi; Sarebbe Bello e Donna Mal D’Africa per l’etichetta Vanilla, creata da Ornella Vanoni; …E Noi Amiamoci e Mari Del Sud per la Cetra, E Allora Balliamo per la RCA, Il Giardino Di Giovanni per la New Enigma; Qualcosa Di Meglio per la GRD. Purtroppo, gli ultimi cinque album non furono assolutamente promossi e adeguatamente distribuiti, anche se, a detta di chi ha potuto ascoltarli, erano lavori molto validi. Ha cantato in tantissimi Paesi del mondo: Stati Uniti, Canada, Argentina, Brasile, Cuba, ex Unione Sovietica, ex Jugoslavia (Croazia, Bosnia e Serbia), ex Cecoslovacchia, Romania, Bulgaria, Giappone, Israele, Grecia, Svizzera, Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Francia, Germania, Turchia, Uruguay. Il maggior successo lo ha avuto in Brasile dove ha cantato moltissime volte. La prima volta nel ’64 a Saõ Paulo e poi a Bahia, Rio de Janeiro, Belo Horizonte, Curitiba, Porto Alegre e Caixas do Sul, con tantissimi concerti (l’ultimo nel 2000 dove ha cantato in un locale di San Paolo che si chiama Tom Brasil e, (per tre giorni, ha fatto il tutto esaurito, nonostante la pioggia incessante) e anche come turista: amava molto quel Paese, la filosofia di vita, la saudade… Ha inciso per quel mercato, nel 1979, in lingua portoghese, un album - Exclusivamente Brasil - dove figurano due brani scritti appositamente per me da Vinicius de Moraes con Toquinho (Samba Para Endrigo) e da Chico Buarque de Hollanda (A Rosa). Inoltre ha realizzato anche un album doppio con le sue canzoni in italiano per la serie “A arte de …”, dedicata a tutti i grandi artisti della musica brasiliana. Unico cantante, non solo italiano, ma anche straniero, di questa serie. Oltre che in portoghese ha cantato in varie lingue: spagnolo, francese, inglese, greco, slavo. Ha scritto circa 250 canzoni e, lungo la sua vita artistica, ha composto brani musicali anche per altri interpreti (in particolare per Marisa Sannia); ha prodotto, insieme a Sergio Colomba, due album di poesie dialettali per Biagio Marin e Ignazio Buttitta. Nel 1974 ha composto il brano Nelle Mie Notti, insieme a Paolo Margheri e a Riccardo del Turco. Ha interpretato, nel 1972, il film Tutte le domeniche mattina, prodotto dalla RAI, con la regia di Carlo Tuzii ed è stato protagonista, nel 1981, a Trieste, di un lavoro teatrale di Ninì Perno, con la regia di Alessandro Macedonia, dal titolo Un Sial per Carlotta. Si è cimentato anche come scrittore nel 1995 con il libro Quanto mi dai se mi sparo?, che purtroppo l’editore ha stampato in un numero di copie assai limitato. Anche se è partito da una famiglia poverissima, non ha mai sofferto, grazie all’amore e alla dedizione che sua madre ha avuto per lui, e che ha fatto di tutto per rendergli la vita facile.. Nel 1963 si è sposato con Maria Giulia Bartolocci, sorella della moglie di Riccardo del Turco, altro mitico cantante. Poi nel 1965, è nata sua figlia Claudia. Si è sempre circondato di animali: almeno una ventina di gatti, alcuni cani e, da 35 anni, da un pappagallo brasiliano di nome Paco (quello tutto verde con l’occhio giallo della’omonima canzone). Per l’edizione del 2001 gli è stato attribuito il Premio Tenco; e durante la manifestazione una quindicina di artisti ha cantato - al Teatro Ariston di Sanremo - le sue canzoni, riunite successivamente in un CD dal titolo Canzoni Per Te. Nel 2000, Franco Battiato ha incluso due sue composizioni (Te Lo Leggo Negli Occhi e Aria Di Neve) nel suo album Fleurs e anche Ornella Vanoni due anni fa ha inciso - in modo splendido - Io Che Amo Solo Te. Nel Novembre 2000, dopo un lungo periodo lontano dal palcoscenico, si è esibito dal vivo al Teatro Verga di Milano. Nel Marzo 2001 ho presentato a Milano, per tre spettacoli, con Nicola Di Staso alla chitarra, il concerto Canzone per Teresa… e le altre. A Maggio dello stesso anno ho cantato a Bari con l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari interpretando i suoi successi arrangiati ex novo per l’occasione. A Roma ha attuato il progetto Ci Vuole Un Fiore (una serie di spettacoli teatral-musicali a difesa dell’ambiente e della natura, rivolto ai bambini e ai ragazzi delle scuole) per la durata dell’intero anno scolastico 2001/2002, con grande soddisfazione. Dopo un lungo succedersi di impegni (serate, concerti, conferenze…) nell’Agosto 2002, nonostante dei problemi di salute, ha collaborato con Michele Bovi per un paio di trasmissioni televisive per RAIDUE , una delle quali dedicata a Giorgio Gaber. Il 1°Agosto del 2003 si è ripresentato davanti al suo pubblico nella cornice del Parco Lambro di Milano, dando l’avvio con il suo concerto alla seconda edizione dell’iniziativa dell’Assessorato lombardo R… Estate in Zona 3; inoltre ha tenuto un recital al Tourist’s Village - Castel Sant’Angelo di Roma, e ha ricevuto la targa d’argento alla carriera. E proprio in quel periodo viene attivato il suo sito internet ufficiale ed ha ultimato il nuovo album Altre Emozioni…

Questo è quello che sapevo di lui, ricordi di bimba, canzoni belle che mi sono rimaste nel cuore, un viso dolce, un uomo buono, ma non mi bastava . Volevo sapere di più e non avendo avuto la possibilità di conoscerlo, prima della sua morte, ho pensato che l’unica che potesse aiutarmi fosse Claudia. La sua unica figlia, splendida erede, di un patrimonio culturale e musicale, come pochi. Talmente importante, che non tutti lo hanno capito fino in fondo. No, non il pubblico, quello lo ha sempre adorato e lo adora da sempre, e nei loro cuori non smetterà mai di esistere. La sua musica ancora oggi, suscita immense emozioni, le parole che la accompagnano creano amore, dolcezza, passione, intensità. Sono “gli altri”che non lo hanno capito, chi doveva produrlo, distribuirlo, promozionarlo, chissà forse, perché sapevano che era “grande” e forse pensavano che lo era troppo, e ne erano spaventati. Chissà forse Claudia mi potrà aiutare a sciogliere questi miei dubbi e a conoscere meglio suo padre. Appena la incontro, ho come la sensazione di vedere con lei anche suo padre, tutto quello che lei ha attorno, “parla” di lui, l’aria stessa … E nonostante sia partita con tutte le buone intenzioni, la mia intervista inizia con un : “Forse è meglio che inizi tu, raccontandomi di tuo padre” “Ci sono due Endrigo, quello della mia infanzia piena di curiosità, di interessi, soddisfatto di se stesso, felice della sua famiglia della sua casa e pazzo di me, come io lo ero di lui. E l’altro Endrigo, quello amareggiato, che vede che nonostante faccia della buona musica, non viene ben distribuito e non succede niente con i suoi dischi. E’ molto frustrante per un artista e per un uomo. Lui ha sempre cantato, quello che voleva cantare, non è mai sceso a compromessi, e forse è per questo che non è stato capito. Da quando non c’è più, sul web il pubblico ascolta alcune delle sue canzoni, di questi sui 5 lp, forse per la prima volta , e impazzisce”. “ Da li per lui è stata un escalation di dolori, sofferenze, prima con un orecchio, aggravato dal fatto che nessun medico ha capito di cosa di trattasse e lui ha perso l’udito per sempre dall’orecchio destro, e poi i problemi economici. Lui era mite, non combattivo e non era in grado anche quando serviva, di tirare fuori le unghie. E io che lo amavo così tanto mi sono spesso scontrata con lui per questo. Anche io spesso sono caduto ma mi sono rialzata più combattiva di prima, sono poco tollerante, molto esigente e non accetta la rinuncia. Mi sono molto arrabbiata con lui negli ultimi anni, se avesse combattuto di più forse avrebbe ottenuto qualcosa. Ma si sa anche nei più grandi amori, ci sono i più grandi scontri” “Ma come sei riuscita a superare la sua mancanza ?” “Anche io ho avuto delle difficoltà, quando si deve superare un dolore così grande, è sempre molto difficile. Ho cercato di trovare un modo per farlo e l’ho trovato nel pensare che lui è ancora qui con me, vicino a me, sempre, in ogni cosa che faccio, mentre ascolto le sue canzoni, mentre cucino i suoi piatti preferiti. E questo mi fa stare meglio” “Quale è la canzone che preferisci, se c’è ne una?” “Ovviamente tutte, ma l’ultimo inedito con Vincenzo Incenso, “Altre Emozioni”, è struggente. Li c’è tutto Endrigo. E’ uno schiaffo morale per chi diceva che era musone. Non lo era, era introverso e timido, ma quando entrava in confidenza diventava molto simpatico. Io caratterialmente, pur avendo preso da tutti e due i miei genitori, sono figlia di mia nonna materna, aperta, gioviale, amo cucinare” “Che ricordi hai dei tuoi genitori ?” “Pochi, ero piccola, mia mamma mi ha avuta giovane a 21 anni, e viaggiava sempre con papà. Io sono cresciuta con la mia nonna paterna. Il loro era un rapporto, intenso, passionale, molto forte” “Come si erano conosciuti ? “”Si erano conosciuti alla Capannina, la sorella di mamma che era fidanzata con Riccardo Del Turco, li ha presentati” “Si sono piaciuti subito? “Veramente alla mamma all’inizio non piaceva, lei era cresciuta in provincia, lui aveva girato il mondo, era famoso, era molto maturo, amatissimo dalla gente.” “ E tu per tuo padre cosa hai fatto? “ Dato che dopo la sua morte non si è più sentito in radio, non si è più parlato di lui, mi sono data da fare. E nel momento in cui ho iniziato a farlo, ho avuto un meraviglioso riscontro da parte del pubblico. Forse se avessi visto che non interessava più mio padre alla gente, non avrei fatto niente, ma così ho avuto una spinta maggiore. Mi hanno aiutata a livello emozionale, parlandomi della sua gran classe, della sua eleganza ,della sua dolcezza, che riusciva a trasmettere attraverso se stesso e le sue canzoni”.”Ma amici e cantanti di allora ricordano sempre tuo padre, anche oggi?” “Si non si sono scordati, nel concerto fatto 11 gennaio del 2006, per ricordarlo, ho visto quanta stima avevano per lui. Anche se lui era molto schivo, preferiva stare con me e mia madre a Pantelleria, piuttosto che andare in giro. Eppure Gianni Morandi, Gino Paoli, Bruno Lauzi, Sergio Cammariere, Morgan, tutti adorano ancora oggi mio padre.” “Hai parlato anche di cantanti della nuova generazione, quindi tuo padre piaceva anche ai giovani?” “Ha sempre avuto molto riscontro da parte loro, perché nelle sue canzoni c’era un linguaggio moderno, senza rime, lo chiamavano già allora il cantante del futuro. Lui non lo faceva apposta, era proprio così nel suo animo, nel suo carattere, pensa che “Io che amo solo te” e “Aria di neve” sono del 1962, eppure attualissime. Le sue canzoni erano cantate in maniera semplice, quasi “decantate” “Ma lui scriveva musica e parole delle sue canzoni?” “Si ma le componeva insieme, perché non sapeva mettere le parole sulla musica, e non sapeva usare le tronche. Non aveva bisogno di rinchiudersi per giorni o mesi per riflettere e scrivere le canzoni, a lui venivano di getto e questo la gente lo capiva, venivano da dentro, semplicemente.” “La tua casa è piena di animali (4 cani, 2 gatti e il mitico pappagallo Paco). Chi aveva questo amore ? “”Mia mamma amava gli animali e mio padre per il matrimonio le ha regalato due cocker. Ovviamente lei era molto più attiva di lui con loro, perché era di più a casa. Io ho iniziato a gattonare con li animali, perciò fanno parte della mia vita anche oggi. Paco il pappagallo, lo ha portato papà nel 1968 dal Brasile, (oggi ha 42 anni ed è un amazzone fronte gialla) durante un viaggio, ma poi si era pentito di averlo portato a casa, diceva che sarebbe stato meglio lasciarlo libero, nel suo habitat. Il poeta brasiliano Vinicius De Moraes, diventato amico di papà e collaboratore nel disco “Arca”, appena lo ha visto “Tutto verde, l’occhio giallo, ha scritto con papà la canzone il Pappagallo. Insomma è stato Paco l’ispiratore.” “Come definisci musicalmente tuo padre ?” “ Era un cantante melodico, un cantore d’amore, ha scritto anche canzoni bellissime a sfondo sociale (Anch’io ti ricorderò”) dedicata a Che Guevara. Mio padre partiva per un viaggio a Cuba e rimase colpito dalla sua morte. Così di getto ha scritto la canzone. Lui le scriveva sul momento, quando succedeva qualcosa che lo colpiva, subito scriveva la canzone. Erroneamente, spesso dicono che papà era un cantante per bambini. Non è assolutamente vero. Era nata questa grande amicizia con Vinicius De Morales, è insieme hanno fatto il disco “Arca” e poi ha fatto “Ci vuole un fiore” dove ha solo messo in musica dei testi di Gianni Rodari.” “Quale progetto su tuo padre stai portando avanti ? “In cantiere, c’è quello di fare io un disco e cantare mio padre, e nessuno può cantarlo con lo stesso amore che io ho per lui. L’amore che io posso mettere in questo disco non può farlo nessun altro, perché è mio padre. Sono stata male, per questo, sono stata anche all’ospedale, avevo dolori lancinanti, ma era solo stress. Così mi sono fermata a riflettere e ho capito che quella era la mia strada : occuparmi esclusivamente del ricordo di mio padre, in qualunque modo. Quello sarà stato un segno del destino, per dirmi cosa dovevo fare. Se mio padre mi sentisse cantare oggi con questa consapevolezza che ho acquisito, non mi riconoscerebbe. Sono un’altra persona. Chi ha sentito il disco del 2004 dove io ho duettato con mio padre, che a mio padre era piaciuto molto, sembravo la bambina che fa i compiti. Cantavo sottovoce, sussurravo. Copiavo, non avevo tempo di capire quello che dovevo cantare, adesso invece sento le frasi e faccio uscire la voce con tutta l’intensità, la passione, l’emozione. Ora le interpreto. Cantare oggi mi da gioia, adesso è il momento giusto per me, ci sono delle persone che trovano subito la loro strada, altre come me che la trovano tardi. Nel cd, che ho preparato, le canzoni sono solo riarrangiate, non amo altri stravolgimenti. Le canzoni sono belle non si possono rovinare, vanno solo decantate, perché sono poesie. Io canto il mio Endrigo, con le canzoni che io sento più mie, anche quelle poco conosciute, ma devo sentirle io. La scelta è stata dura per le canzoni da interpretare, ma mi sono fatta trasportare dall’emozione e ho scelto. In questo primo disco ci saranno queste, poi vedremo. La mia speranza è che vada bene, così da poterne fare altri con altre canzoni di papà. Io vorrei cantare sempre le sue canzoni” “Non hanno più ristampato dei dischi di tuo padre ?” “Si due anni fa, quello che secondo me è il suo album capolavoro del 1971 “Nuove canzoni d’amore”. Purtroppo è stata ristampata dalla casa discografica senza farne promozione, quindi nessuno sapeva che era uscito. L’unica pubblicità che è stata fatta era su internet. Questo disco è un capolavoro perché non ti stanca, anzi più lo senti più ti piace”. “Claudia per concludere ma chi era tuo padre ?” “Era il grande amore della mia vita, anche se c’erano problemi, litigi, contrasti, ma lui lo sapeva che lo amavo profondamente. Era un uomo difficile da amare, ma molto amato. Soprattutto dalle donne. Era pieno di fascino, colto, interessante, sapeva 4 lingue, aveva girato il mondo, piaceva veramente alle donne, tutta la vita. Prima di mia madre, si è divertito, ha conosciuto anche ballerine, attrici, poi il grande amore con mia madre, e infine dopo la morte di mia madre una lunga relazione con una donna brasiliana che lo adorava.”

Concludiamo così l’intervista con il ritratto di Sergio Endrigo, che ci ha dato sua figlia Claudia. Non penso proprio che sia per amore di figlia che ha detto queste cose su di lui, io penso proprio che lui fosse così veramente. Certe volte nella vita si incontrano persone speciali, e spesso non siamo in grado di comprenderle e capirle fino in fondo. Io ho cercato di vedere al di là, ho visto un uomo che aveva un grande talento musicale, un bravo artista che piaceva al pubblico, un uomo mite e gentile che adorava la sua famiglia. E poi ho visto una figlia che combatte ancora oggi perché chi ha chiuso nel dimenticatoio suo padre, ancora prima che morisse, si svegli e lo ricordi una volta per tutte. Passaggi in radio, ristampe dei suoi cd, televisione e tutto quello che può servire, perché non resti li, dove è stato messo. Per fortuna il pubblico non la pensa così ed anche grazie a loro che Claudia, può andare avanti, oltre che con la sua energia. Brava Claudia tuo padre sarebbe molto orgoglioso di te, come figlia. Il suo amore per te, è stato certamente ben riposto. E in qualche posto in questo momento, lassù le sue canzoni continuano a vivere, come continuano a vivere nel tuo cuore e nel cuore della gente che lo ha amato e che continua ad amarlo. E li nessuno può dimenticarle.
servizio realizzato da Emanuela Tropea
foto in esclusiva di Gy.Co

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Written By: tropea emanuela
Date Posted: 2/18/2010
Number of Views: 220

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