musica, quella dei cantautori anni 60, sul giradischi e io con loro. Ho capito che era la mia strada e a 12 anni ho iniziato a suonare la chitarra da autodidatta, suonando quello che mi piaceva e che sentivo dentro, con tutto l’amore per la musica che avevo
Come mai proprio la chitarra ?
Perché i cantautori che ascoltavo erano più vicini come suono alla chitarra, e quei suoni che sentivo dentro di me erano suoni per la chitarra. Componevo musica e parole, inizialmente un po’ timoroso di usare la voce, e di associarla allo strumento, ma poi ho capito che quella era la mia necessità, la voce. Nella mia stanzetta ho cominciato ad esercitarmi
Raccontaci come è nato il tuo primo componimento …..
E’ sempre autobiografico quello che faccio, fa parte del discorso interiore tra me e me. Adesso sto cominciando anche ad aprirmi al mondo, ad affrontare anche il sociale. O almento è quello che intendo fare.
Come ti definisci ?
Un cantautore
Ti senti vicino a qualche cantante in particolare o musica ?
In questo momento vicino alla musica che mi piace fare. Non è la cosiddetta musica commerciale, quella che oggi si ascolta più facilmente. E’ una musica di ascolto che fa vivere sensazioni ed emozioni ogni volta che la fai, che lascia qualcosa di importante dentro di te. Il mio sogno è arrivare a comporre sul palco mentre sono li, quello che provo metterlo direttamente in musica e scrivere le parole……… Un’emozione ancora più grande !!!!
Sei contento di quello che hai ottenuto fin ad ora ?
Penso di essere ben oltre alla mia immaginazione, mi piacerebbe avere un pubblico maggiore di quello che mi segue adesso, un pubblico più “alto”, teso verso la mia musica. La lettura profonda delle mie canzoni non è ben recepita nella società di oggi, o almeno non da tutti. Va ascoltata con la testa, bisogna avere tempo , rilassarsi, riflettere. E oggi non abbiamo la possibilità di farlo e neanche la cultura per farlo. Siamo sempre in fretta, si ascolta musica con le cuffie sulla metropolitana, mentre si mangia , in macchina, ecc. . Non siamo più abituati a sederci su una poltrona, sentire la musica e sognare. Ma per fortuna molte persone mi seguono e riescono ad “entrare” nella mia musica.
Dove vorresti che questo sogno ti portasse ?
Tra i grandi della musica….. E per esempio diventare così famoso come Bob Dylan, che fermato da un poliziotto non è stato riconosciuto …. Questo ti fa capire che non ci si può aspettare niente !. Vorrei arrivare a fare la musica che voglio con più gente possibile che mi ascolta e che è felice di quello che faccio .
Cosa vorresti realizzare adesso ?
Vorrei avere l’opportunità di girare il mondo, continuando a fare quello che faccio , il cantautore.
Tu canti in inglese , e in italiano ?
Ogni tanto canto in italiano, ma per me è un riflesso normale cantare in inglese, mi vienproprio spontaneo. E’ anche questione di traduzione, la lingua inglese è più “rotonda”, quella italiana più “dritta”. Anche per questo le sensazioni e le emozioni che ne derivano sono completamente diverse. Per esempio nella canzone “Gelo” che è in italiano, si sente più la concretezza, l’aggressività, rispetto a quelle in inglese.
Hai qualcuno a cui vorresti assomigliare a parte a te stesso?
Prima a me stesso invece Di contemporanei JEFF BACLEY e NICK TRAYC oppure mitici degli anni 60 DAVID CROSCBY, STEVEN STILES, COPPURN. La loro è sempre stata una musica coerente, non hanno mai voltato la faccia a quello che sentivano, hanno continuato a fare la musica che sentivano e che rispettava loro stessi, anche se perdevano man mano dei fans ma è più rispettosa di altri. Chi mi produce fa jazz e musica classica e sa che ovviamente c’è meno seguito rispetto a quella commerciale, c’è più selezione nel pubblico che ascolta. Meglio pochi ma buoni, anche perché ritengo che il tipo di musica che faccio abbia prospettive più larghe e sia più coerente
Ti ritieni soddisfatto di quello che hai fatto fino ad ora ?
Certamente, anche se la cosa strana che passi da un giorno all’altro con delle sensazioni opposte. Ci sono giornate ti senti che la vita ruota nel modo giusto e il giorno dopo ti senti completamente bloccato.
Se non fossi un cantautore come ti definiresti ?
Uno scrittore intimista, un attore impegnato di film importanti, un intellettuale, questa è comunque la base da cui sono partito.
Parlaci del tuo ultimo disco :
Il singolo “ROTTEN FLOUWERS” tratto dalll’Album “Alone” prodotto da Universal Music
è un brano rappresentativo di un momento , è particolare , ha qualcosa che gli altri brani non hanno e ha dentro quello che negli altri non sono riuscito ad esprimere. E’ stato realizzato anche un video che lo accompagna è che molto poetico. E’nato come brano molto intimo, rispecchiando quello che sono io, poi grazie all’arrangiamento di Teo Teardo, ha acquistato più apertura, più leggerezza, è diventato più solare.
Oltre a chitarra e voce da qualche tempo suoni anche con un violoncellista.
Nei live, da circa due anni e mezzo suono insieme a Zeno, un violoncellista svizzero, molto bravo. Che utilizza il violoncello elettrico. Lui è molto ricco a livello umano e dato che non si può fare questo tipo di musica senza queste sensazioni, è la persona giusta. Inoltre ritengo che il violoncello sia lo strumento che si avvicina di più come capacità emotiva alla voce umana, a volte ti sembra di avere accanto un’altra voce. Il pubblico deve poter ascoltare qualcosa che lo porti da qualche parte.
Dove hai suonato ultimamente.
In tanti locali di Milano, ho diverse date. Anche in piccoli spazi di 40 - 50 persone che riescono a mantenere l’attenzione su quello che faccio e che voglio esprimere. Finora non ho mai sbagliato il tipo di locale e sono molto soddisfatto per queste serate soprattutto per il riscontro che ho avuto dal pubblico presente.
Cosa vuoi ancora realizzare e in che punto della “scala” ti senti ?
Sicuramente ho ancora veramente tantissimo da realizzare. Mi sento solo all’inizio della “scala”, perché nel momento in cui mi sembra di aver realizzato qualcosa, qualcosa improvviso implode e quindi capisco che devo andare avanti sempre…..
Un consiglio che puoi dare a chi vuole fare in cantautore
Aprire bene le orecchie . E’ una regola fondamentale. Oggi poca gente lo fa, poca gente ascolta veramente ma è la cosa più importante per fare la vera musica.
Foto esclusive di Gy.Co
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