non dovevamo toccare, ci dissero che il brano era un plagio, che non valeva nulla, invece fu molto apprezzato dal pubblico e ancora oggi è ricordato e cantato. Ma fu capovolto anche il parere del pubblico e fummo esclusi da allora da tutte le attività musicali. Sono 13 anni che presentiamo al festival i nostri brani, che ci presentiamo all’Eurofestival, ma niente da fare, addirittura a Sanremo veniamo esclusi a priori. Già nel 1998, alla presentazione della nostra nuova canzone a Sanremo, non siamo stati neanche presi in considerazione, e siamo diventati lo zimbello dei comici che ci hanno bersagliato con la loro ironia. Solo Fiorello che ha chiesto scusa, per averci “utilizzati" in alcuni dei suoi spettacoli, prendendoci in giro, quando ci ha invitati a Radio Due.
Cosa vi ha aiutato ad andare avanti ?
La grande forza dei Jalisse è la famiglia, e nella nostra esiste credibilità nel pensiero umano, e rispetto per la musica. Tutto il resto è business, che non fa per noi.
E come avete preso quello che è successo ?
Con molta amarezza, combattendo per avere almeno diritto di replica ma anche quello ci è stato negato. Siamo andati avanti per il nostro pubblico, facendo la musica che ci piaceva e lavorando molto all’estero. lI non succedono queste cose. Siamo riusciti a superare ansie, difficoltà, problematiche, lavorando sodo. Nel 2000 Alessandra aspettava nostra figlia, e io per mantenere la famiglia sono andato a lavorare in una pizzeria come cameriere. Anche se non era mia l’avevano soprannominata la pizzeria dei Jalisse.Non mi vergogno di questo lavoro, anzi mi ha fortificato. Ho fatto capire alle mie bambine che qualsiasi lavoro è importante per una persona, bisogna farlo con dignità se è onesto. Io almeno posso guardarmi in faccia e dormire tranquillo, perché non ho fatto del male a nessuno, mentre è chi si comporta male che dovrebbe avere dei problemi. Bisogna sempre avere rispetto verso il lavoro e la dignità umana.
Non avete mai pensato di abbandonare la musica ?
La musica non la lasceremo mai, abbiamo un’etichetta indipendente anche per quello per riuscire a fare musica. Quando mi sono trovato in mezzo alle polemiche, alle cattiverie, mi è passata la voglia di scrivere. Ho sofferto tantissimo, e ho mollato, solo grazie a moglie sono riuscito a ritrovare me stesso. Io sono sempre stato un autore e lei una meravigliosa interprete, con una voce stupenda. E mi sono detto che non era giusto che anche lei si trovasse in questa situazione. Ci siamo divisi come Jalisse, perché Alessandra avesse spazio per portare avanti da sola la sua carriera. Lei si è sempre è presentata oltre che con al sua voce potente, anche con una forte pulizia ed etica morale, e anche per questo il pubblico l’ha sempre applaudita. Per lei hanno scritto autori importanti Maurizio Fabrizio, Louis Bacalov, Stefano Cenci, ecc. Anche se nonostante questo la direzione artistica di Sanremo,non la prende in considerazione lo stesso quando presenta le sue canzoni al Festival. Penso che se anche Bob Dylan scrivesse per lei come Alessandra Drusiano o per Jalisse, a questo punto sarebbe la stessa cosa.
Alessandra tu cosa hai fatto da sola dopo che i Jalisse si sono divisi ?
Fabio dopo il cameriere si è dedicato ai siti internet, e dopo che Angelica è nata, ho fatto un provino e sono stata presa per un musical “Emozioni”, con la regia di Sergio Iapino, con Sabrina Salerno, Ambra Angiolini, Vladimir Luxuria. Fabio mi seguiva durante la tourneè con la bambina, la curava, le cambiava i pannolini. Insomma un perfetto “mammo”. Anche perché non sarei mai riuscita a stare per troppo tempo lontana da loro.
Cosa Facevi nel musical ?
Era una commedia musicale e io ballavo, cantavo e recitavo. Ho recitato anche al Sistina.
Come pensi che sia la tua voce oggi ?
Molto migliorata, più potenziata, anche perché nasce dalla lirica, non devo sforzarmi per tirarla fuori, mi viene spontanea. Io canto sempre anche a casa le mie figlie mi dicono ad un certo punto, mamma basta.
E poi siete tornati i Jalisse ?
Poi ci siamo ritrovati come Jalisse, abbiamo tentato e il pubblico ci ha dato molto calore, e abbiamo avuto richieste all’estero. Molti cantanti italiani hanno iniziato a fare fortuna all’estero. All’estero non importa se sei raccomandato, o bello, devi solo avere talento e capacità.
Chi sono oggi i Jalisse ?
Sempre coerenti con il loro modo di essere quotidiano, rispetto delle nostre idee, abbiamo anche scritto una canzone per padre Pio (si siamo anche sposati a San Giovanni Rotondo). Vogliamo dare spiritualità, amore per i bambini, è musica impegnata, anche se noi siamo divertiti. Come quella che dice non voglio lavorare una sorte di auting da fare prima di andare al lavoro per arrivare sereno. Poi abbiamo fatto nel 2006, un album con una partner ship tedesca, con canzoni rielaborate e inediti, inserita in un magazine che ha venduto 600 mila copie. La compilation è andata oltre che in Germania, anche in Svizzera, Austria. Successo enorme nei paesi del Centro America e Cuba e abbiamo anche tradotto “Fiumi di Parole” in spagnolo. Poi musica nel film “Ex”, che ha mosso una nuova promozione, insomma una nuova vita. Ho ricominciato a comporre , a produrre. La famiglia è stata la base di tutto.

Chi ha scritto “Fiumi di Parole” ?
La musica io, le parole Alessandra insieme a Carmen di Domenico produttrice e coautrice dei Jalisse. Nasco come tastierista, anche se a Sanremo suonavo la chitarra. Sperimento sempre.
Cosa è più importante per te ?
Per me la famiglia lo è e lo sarà sempre. Ho passato fino ad oggi meravigliosi anni, con donne meravigliose al fianco, in primis mia moglie Alessandra. E poi mia figlia Angelica che ha 9 anni e che segue la piccola Aurora di 3 anni in modo perfetto. E la mamma di Alessandra che ci segue con le bambine, ogni volta che andiamo in giro per il mondo. Cosa potrei chiedere di più dalla vita ?
Parlateci del vostro nuovo progetto
E’un progetto di promozione nelle scuole, dove i bambini possono dimostrare la loro capacità di scrivere testi, con l’affiancamento di artisti che le realizzano e producono. “ Linguaggio Universale” è uno dei brani del cd-album omonimo allegato al libro “L’istruzione, chiave dello sviluppo” edito da Bcd Editore e realizzato dalla Fondazione Rita Levi Montalcini.
Altri progetti ?
La partecipazione all’Eurofestival a Maggio a Oslo, poi una tourneè in Australia. Insomma stiamo andando su una buona strada e stiamo seguendola e poi si sa con la musica vengono sempre fuori nuovi progetti. Per esempio i pazienti di un reparto di malati terminali di Treviso, ha scritto delle poesie e noi le stiamo musicando.
Cosa volete dire a chi si trova nella situazione in cui vi siete trovati voi dopo Sanremo 1997 soprattutto ai giovani?
Che è solo l’unione e l’amore della propria famiglia che ti fa sopportare le difficoltà della vita. Ogni ragazzo deve essere manager di se stesso, e appoggiarsi o alla sua famiglia di origine i suoi genitori o a alla famiglia che si è creato e in cui si crede. Senza queste certezze fuori è un’incognita
Cosa ne pensate dal Festival di quest’anno ?
I giovani erano molto preparati , dovrebbero cantare per primi. Ci è piaciuta molto Nilla Pizzi che ha ritirato il premio alla carriera e non ha voluto i fiori.
Ma nel 2020 vi presenterete ancora al Festival di Sanremo ?
Noi ci proveremo sempre …, anche se non ci vogliono e forse il posto per noi non esiste.
Vi auguro di vedervi felici quando un giorno riceverete il Premio alla carriera a Sanremo. Spero presto per voi, ma anche se fosse a 90 anni, meglio tardi che mai.
E come dicono i Jalisse : “ Non abbiamo mai smesso di fare musica e mai lo faremo, anche se potrà essere d’aiuto soltanto per una persona .
servizio realizzato da Emanuela Tropea
foto esclusive di Gy.Co
