proprio voglia di vincere. Il Festival è sempre un grande evento, c’è agitazione, isteria, è come un boomerang, anche se cambi argomento torni sempre li. e’ sempre criticato, ma è sempre seguito con grande attenzione. non è cambiato molto il clima è sempre lo stesso. la cosa diversa è la posizione dell’orchestra che quando sei sul palco senti meglio è più vicina a te, e ti fa concentrare sulla canzone facendoti dimenticare che sei in tv, davanti a tantissima gente e soprattutto al Festival.

La tua canzone parla della quotidianità che uccide l’amore . Spiegaci meglio.
La quotidianità uccide l’amore e i sogni. Ci sono i rubinetti da cambiare, i problemi di tutti i giorni da risolvere, ecc anche questo è l’amore non solo l’idealizzazione che ne fanno gli uomini. Queste cose ti riportano con i piedi per terra . Come una cometa che così lontana , ma nella notte ti illumina , di giorno scompare. Gli uomini ti fanno vivere questi momenti di vaghezza, ma non ti aiutano a risolvere i problemi, e accentuano i contrasti tra uomo e donna . La realtà è questa.
Come 10 anni fa con “Brucia la città” continua la tua collaborazione con Francesco Bianconi (Baustelle)
Ero all’Isola D’elba e per me li è come se iniziasse la mia vita. Ho iniziato a cantare a fare i primi provini mi sono arrivate buone proposte. Sempre mentre sono li. La mia manager Francesca Pellegrini, mi ha portato degli inediti dei Baustelle e io mi sono subito innamorata di Bruci la città . In quel momento ho capito che quella era la mia canzone e che mi avrebbe portato successo. Qualche mese fa stavo preparando (Greensburg) del mio nuovo disco che inizia dicendo che una super nova nell’universo in espansione e mi è arrivato da Francesco la canzone di Sanremo. Ho capito che stava pensando come me a lontani mondi stellari, magie cosmiche, che eravamo sulla stessa lunghezza d’onda, che era entrato in contatto con la mia anima pur essendo lontani e subito ho detto ok e ho portato la canzone al Festival. magie cosmiche insieme alla mia canzone .
Perché hai scelto di duettare all’Ariston con Marco Cocci ?
Lui attore e cantante, rocker dell’underground del gruppo dei malfank, lo conoscevo perché spesso abbiamo cantato insieme nei locali, ma non mi era capitato di affrontare un palco importante con lui, e ho detto perché no
Marco Cocci : è difficile cantare con me e sono un partner musicale molto difficile da gestire, ma Irene è in grado di sopportarmi perché non ha nulla del sesso debole, anzi è veramente molto tosta.. E sono molto felice di essere a Sanremo e di cantare insieme a lei.
servizio realizzato da Emanuela Tropea
foto esclusive di Gy.Co