ho dovuto lavorare, me lo sono dovuto sudare. Nelle radio si sentono molto spesso canzoni non italiano, ma in inglese e non penso che tutti quando ascoltano quelle canzoni capiscano il significatolo. Il dialetto si può presentare anche senza sottotitoli, e poi in Romania apprezzano le mie canzoni anche in napoletano.
Perchè hai deciso di presentare questo tipo di canzone ?
Se non ci avessi creduto e non ci avessero creduto le persone che mi rappresentano non avrei portato questa canzone a Sanremo. Sono anni che faccio questo mestiere, e voi non volevate un cantante con pezzi melodici ( come Gigi D’Alessio che le canta in italiano rifacendosi alle mie degli anni 80). Io sono artista, e dovevo almeno passare in finale, ma si vede che volevate uno che fa canzoni per vendere dischi, e non per esprimere arte. Mi avete fatto crescere negli anni e adesso volete che ritorni quelli che ero ?mi sono sentito Il dialetto napoletano è una lingua, è una cultura e nel mondo lo conoscono più della lingua italiana.
Qual è il tuo stato d’animo ?
Che lunedì non se ne parlerà più, è assurdo tutto questo.. In Italia, al Festival, passa un principe che non hai mai cantato in vita sua e io che sono cambiato per migliorare (anche Peter Gabriel mi fece i complimenti qualche anno fa), me ne devo tornare a casa.
Ma tu che ricordi hai del Festival ?
Non belli, nel 1986 mi presentai con il caschetto giallo e mi hanno detto di tutto, atteggiamenti razzisti, fischi, ecc, mi hanno fatto piangere. Poi sono cresciuto, ho conosciuto musicalmente Peter Gabriel, Miles Davis, e sono cambiato.
E tu Maria che impressione ti sei fatta del Festival ?
Io canto da tanti anni, ho fatto tanti dischi, ma non ho mai partecipato a Sanremo. Sono contenta di avere rischiato insieme a Nino, e nel mio bagaglio di ritorno, porto anche le delusioni. Ma la cosa più emozionante e forte è avere fatto una bella figura con Nino. La prima sera, la giuria demoscopica era stata molto calorosa con noi, al punto che pensavamo di passare, ci eravamo fatti un po’ illudere. Io penso che il nostro brano era gioioso, simpatico, bello, ma sono contenta ugualmente anche con delusione e amarezza. Io ero orgoglios a di accompagnare Nino, che ha una storia musicale importante come Massimo Ranieri. Eper dirvi la verità mi aspettavo un ventesimo posto, ma l’uscita no.
E per te Maria che esperienza è stata il film “Gomorra” ?
Molto interessante con Matteo Garrone ancora di più. Non conoscevo una parte di Napoli , quella parte che lui ha messo in evidenza e che mostra anche la sofferenza di tutta l’Italia che va male.
Nino non è che il tuo testo parla dell’Italia come quello di Filiberto ?
Il suo testo è un po’ ruffiano e il mio è la voce del popolo, praticamente il contrario. Da me parla Masaniello, nella sua non parla nessuno
Sei stato anche un attore molto popolare negli anni 80 Vorresti fare di nuovo questa esperienza o vorresti fare il maestro di canto a Xfactor ?
L’attore oggi lo farei se si presentasse un’altra occasione con Pupi Avati : “Il cuore altrove”. Oggi i film che facevo io una volta e che mi hanno dato popolarità, li fa Moccia con Raul Bova. Per quanto riguarda fare il maestro, non ci penso proprio, mi piace cantare e basta, e poi anche Sanremo ormai sembra un Xfactor in grande.
Come mai hai pensato per cantare con te a Sparacia e alle voci del Sud?
Mi sembrava che la canzone assomigliasse alla “pizzica”, ho pensato che con loro avrei dato un valore aggiunto, e sono convinto che così sia stato. Anche se non è servito. E d'altra parte io sono sempre stato un suddito e i principi mi hanno sempre fatto paura, e quando a Sanremo mi hanno detto che c’era Filiberto, la paura è aumentata… E difatti non mi ero sbagliato. Viva il popolo e viva il sud.
servizio realizzato da Emanuela Tropea
foto esclusive di Gy.Co